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Storia

1983. E’ l’anno dopo i mondiali di calcio in Spagna, non pare ci sia molto da ricordare. Però è l’anno in cui nasce il Fuoristrada Club 4x4 Pordenone: un gruppo di appassionati del fuoristrada, attivi a Pordenone e provincia, decide di costituirsi in associazione per poter dare vita a delle manifestazioni organizzate e cercare di far crescere i praticanti di uno sport che, allora come oggi, fatica a conquistarsi spazi adeguati di manovra.

1990. Dopo una prima fase pionieristica, fatta di raduni e brevi prove non agonistiche, si passa all’organizzazione di gare Endurance per arrivare nel 1990 a istituire il 1° Raid del Friuli 4x4, decisamente propedeutico a coltivare un sogno che comincia a serpeggiare tra i soci, ovvero portare in Italia una prova di Coppa del Mondo Rallies Tout Terrain.

1993. Nel volgere di tre edizioni, il Raid del Friuli si trasforma in Italian Baja e nel ’93 è “test FIA” decisivo per guadagnarsi la candidatura a gara di Coppa del Mondo. A vincere è il “dakariano” Edi Orioli, in coppia con Maurizio Dominella, mettendo il suo autorevolissimo sigillo su una manifestazione che vuole diventare grande.

1994. Inizia l’avventura della Coppa del Mondo, si corre in estate sotto un sole rovente. A Pordenone arriva lo squadrone ufficiale Citroen, il geniale Jean Louis Schlesser con il suo buggy spaziale e molti altri piloti di indiscusso valore internazionale. Non c’è storia per il primato, perché Pierre Lartigue in coppia con Michel Perin batte tutta la concorrenza con un distacco abissale.

1997. Tre novità per l’Italian Baja: cambio di data, si corre a febbraio ed è la prova di apertura della Coppa del Mondo; la gara si allunga e si snoda in due tappe; prologo sul litorale di Lignano Sabbiadoro. Citroen schiera l’asso dei rally Ari Vatanen, che parte subito a razzo ma capota dopo nemmeno 25 km sulle grave del Cellina. Così è strada libera per la quarta vittoria consecutiva di Lartigue con la formidabile Zx Rally Raid.

1998. Alla sesta edizione partecipano per la prima volta le moto, accrescendo lo spettacolo in modo esponenziale, mentre il prologo emigra sulla spiaggia di Bibione. Prima volta anche senza la Citroen, che al termine del 1997 ha deciso di ritirarsi dalle competizioni. Ne approfitta Jean Louis Schlesser per salire finalmente sul gradino più alto del podio a Pordenone. Tra i centauri s’impone il gigante Fabio Farioli.

1999. L’Italian Baja è ormai un appuntamento consolidato della Coppa del Mondo Rallies Tout Terrain e si merita una ribalta speciale: la Rai manda troupe con telecamere e giornalisti al seguito, realizzando la prima diretta televisiva dell’evento. Primo al traguardo il samurai giapponese Kenjiro Shinozuka mentre tra le moto si afferma lo spagnolo Juan Roma.

2000. Nuovo cambio di rotta: il prologo si fa all’Osservatorio Ariete, poi due tappe e il gran finale sulla spiaggia di Bibione. L'edizione di fine millennio vede al via, oltre alle auto e alle moto, anche i camion. Sono solo tre, ma lo spettacolo è assicurato. Stravincono i Kamaz "made in Russia" di Vladimir Tchaguine e Firdaous Kabirov infliggendo un distacco abissale all'Iveco di Miki Biasion. Tra le auto s’impone Franco Germanetti, la prima volta di un italiano in una prova di Coppa del Mondo.

2001. Due mesi dopo aver infranto il tabù alla Dakar – prima donna ad aggiudicarsi la maratona africana - la tedesca Jutta Kleinschmidt vince anche l’Italian Baja. Subito ko, invece, il campione del Mondo in carica Schlesser, in palese difficoltà con il suo Buggy inguidabile sui terreni inzuppati d'acqua, causa l'incessante pioggia. Tra le moto, splendido tris di Fabio Farioli su Ktm, che infligge 13 minuti di distacco a Massimo Chiesa e oltre 14 minuti ad Antonio Colombo. Esordio per i quad con successo di Angelo Montico, autentico “gigante dei magredi”.

2003. Mega hospitality all’Osservatorio Ariete, con uno straordinario agglomerato di tende, camper e motor home nei tre giorni di gara. A motori spenti, quando cala il tramonto e si accendono le luci, la carovana della corsa scopre il fascino discreto delle grave e si raccoglie in un clima genuino di festa amichevole. Poi la vittoria arride a un altro samurai, Hiroshi Masuoka.

2004. La corsa va ko… prima di cominciare, causa ritiro dei permessi già accordati per il tracciato. Amarissima delusione per il Fuoristrada Club 4x4, che però non si perde d’animo e rilancia la sfida.

2005. Per ricominciare vanno bene anche le piste del Sulcis a Carbonia per quello che sarà il primo e unico Italian Baja Sardinia. Primo posto del portoghese Rui Sousa tra le auto, dell’ungherese Akos Varga tra le moto, dell’italiano Giorgio Arduini tra i quad.

2006. L’Italian Baja torna in Friuli, si corre sul greto del fiume Tagliamento e sugli sterrati di Aviano, il quartiere generale trova sistemazione al Dream Village di Cordenons. Per la prima volta sulle vetture viene montato il “tracking”, moderno sistema di rilevazione satellitare. Domina e vince lo spagnolo Marc Roura Blazquez con un agilissimo Nissan Pick-up.

2009. Operazione nostalgia con il ritorno in Fiera a Pordenone, dove si può agevolmente concentrare tutta la logistica. Boris Gadasin, zar di Pietroburgo, si aggiudica per la seconda volta la gara e diventa un beniamino degli appassionati pordenonesi.

2010. E’ storia recente. Lorenzo Codecà, favorito tra i concorrenti italiani, si ferma nuovamente nel prologo (come nel 2009); Gadasin, favorito tra i concorrenti stranieri, si ferma nel primo settore selettivo. Se la giocano gli altri e alla fine il trionfo è meritato per il polacco Krzystof Holowczyc e per il padovano Giovanni Manfrinato, primo della classifica tricolore. Incidente per il torinese Nicola Dutto, che cade rovinosamente dalla moto. E’ la pagina triste di un Italian Baja che vede nuovamente premiato il suo sforzo organizzativo, approdando nel Fia World Cup Cross Country.