Baja, iscrizioni chiuse a quota 114
Si annuncia un duello tra il russo Gadasin e il polacco Holowczyc come a San Pietroburgo. Sul fronte tricolore caccia aperta a Colombo con Ciampolini, Codecà e De Angelis in prima battuta. Bagarre e spettacolo promettono i numeri in crescita di moto e quad. Rickler sull’unico camion completa uno schieramento da coppa del mondo. - Ben 114 gli iscritti all’Italian Baja 2010. E’ decisamente positivo il primo bilancio della manifestazione. L’elenco totale delle auto comprende 43 veicoli per la competizione Fia e il Campionato italiano cross country rally, 8 per il Suzuki Challenge e 7 per il trofeo della Federazione italiana fuoristrada. Le moto sono 18, i quad 37 e poi c’è il camion Iveco di Renato Rickler Del Mare, che fa storia a sé ma completa uno schieramento di primordine, in grado di attizzare l’interesse degli appassionati. AUTO. I big del Fia International Cup for Cross Country Bajas ci sono tutti. A cominciare dal campione in carica, il russo Boris Gadasin (Nissan), e dallo sfidante più accreditato, ovvero il polacco Krzysztof Holowczyc (pure su Nissan), vincitore un po’ a sorpresa della Northern Forest Baja di San Pietroburgo. Assenti gli emiri che hanno dato vita all’Hail Baja in Arabia Saudita - a dimostrazione che la formula internazionale ha bisogno di correttivi per legare maggiormente le varie componenti “regionali” -, occhi puntati anche sul belga Erik Loomans (Mercedes) e l’olandese Tonnie Van Deijne (Mitsubishi). ITALIANI. Presente la solita agguerrita compagnia del giro tricolore, con lo scudettato Riccardo Colombo rimesso nel mirino da Roberto Ciampolini, Lorenzo Codecà, Alessio De Angelis, Maurizio Traglio, ecc. Sfida anche tra le squadre più titolate, ovvero Mitsubishi Ralliart/R-Team (con spiegamento di mezzi super) e Suzuki/Emmetre Racing. MOTO. L’anno scorso erano 9, quest’anno 18: esattamente il doppio. Piace ai centauri il nuovo format dell’Italian Baja, con un percorso lungo, vario e impegnativo, di chiara impronta rallystica e senza più quei trabocchetti delle grave che rendevano pericolosa l’avanzata delle due ruote. Il punto di riferimento sarà ancora il torinese Nicola Dutto (Suzuki), vincitore nel 2006 e 2009. QUAD. Sempre più numerose le moto a quattro ruote, garanzia di bagarre e spettacolo. Stavolta non c’è il ceco Josef Machacek e il pronostico è aperto a molte soluzioni, con un podio conteso tra italiani e stranieri dove non mancano gli outsider. CAMION. Nessun avversario per Rickler, ma il manager di Ralliart ha il merito di aver riproposto un “bisonte” all’Italian Baja come ai bei tempi della Coppa del Mondo, autorizzando gli ottimisti a sognare di nuovo l’atmosfera iridata.



